C.I.T.C. Università di Palermo
Tecnologie digitali e l’Intelligenza Artificiale al servizio dei disabili
20 Febbraio 2004, aula Ascoli (Facoltà di Medicina)
Tecnologie della Comunicazione e
Percorsi Riabilitativi in Psichiatria
L’uso delle tecnologie della comunicazione nei soggetti con disabilità psichica inverte la naturale tendenza propria di molte tecnologie nuove o avanzate a creare gerarchie di competenze e di performance, ovvero ad attivare potenziali fattori di emarginazione ed esclusione. Quando impiegate nelle disabilità invece, le tecnologie vengono restituite al loro ruolo umanizzante di migliorare in modo trasversale ed orizzontale le capacità di ognuno, ampliando l’area di integrazione e di adattamento.
La presenza pervasiva delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, consente quindi una riflessione sul grado di influenza esercitato sulle dinamiche trasformative e di sviluppo sociale ed economico offrendo la possibilità di spalancare orizzonti prima inimmaginabili ai processi riabilitativi e di apprendimento.
Nella cultura europea, specificamente anglosassone, al termine “nuove tecnologie” più spesso utilizzato in Italia, viene preferita l’espressione “Information Communication Technology” (ICT).
Ciò sembra porre infatti l’attenzione sulla componente informativa/comunicazionale ed evoca pertanto processi interattivi.
L’utilizzo delle nuove tecnologie nei processi educativi e riabilitativi ha portato profonde innovazioni negli stili e nella qualità di vita. E’ però necessario operare una importante distinzione. Rispetto all’uso di tecnologie ad hoc o specifiche, cioè di tecnologie modificate o progettate in funzione della disabilità, va infatti differenziato l’uso riabilitativo di tecnologie standard, non modificate, le abituali tecnologie cioè, utilizzate all’interno di percorsi di alfabetizzazione elettronica, ludico-pedagogici o di formazione e di avvio a forme di lavoro protetto. Nel primo caso, quello dell’impiego di tecnologie specifiche per la disabilità, è la tecnologia che si adatta alla disabilità, con raffinate e dinamiche protesi funzionali o con modificazioni facilitatrici delle tecnologie standard. Nel secondo caso, quando cioè la tecnologia viene utilizzata nel modo abituale e standard, è la disabilità che deve adattarsi alla tecnologia ed è in questo sforzo di adattamento mediato dall’operatore che si realizza la possibilità di una stimolazione delle potenzialità cognitive e delle risorse emotive e relazionali del soggetto con disabilità psichica.
L’approccio alla gestione di tali mutamenti appare complesso e le esperienze sinora condotte in ambito informatico, multimediale e di robotica rimandano al fatto che nell’utilizzo delle nuove tecnologie in situazioni di svantaggio psicofisico non si può prescindere, nell’attuazione di programmi riabilitativi, dalle modalità tecniche, metodologiche ed interattive che si vengono a determinare in un dato contesto di cura.
Non ci sembra infatti possibile valutare il potenziale riabilitativo di tali tecnologie prendendo in considerazione solo l’hardware o il software e prescindendo dal livello di coscienza e conoscenza dell’operatore, nonché dalla relazione che intercorre tra il facilitatore, il facilitato ed il mezzo tecnologico. L’utilizzo della tecnologia informatica ha dato la possibilità agli operatori di modificare il loro metodo di comunicazione per adattarlo agli utenti ed inoltre, a capire, come sottolinea Jordan R. (1995) quanto i messaggi pieni di comprensione possano essere male interpretrati da programmi poco a misura di utente.
L’informatica può avere pertanto delle applicazioni terapeutiche significative nell’area della comunicazione, della socializzazione nonché del pensiero e del comportamento, con conseguente effetto sulla qualità della vita dei pazienti. Pensiamo ad esempio al sistema di posta elettronica tanto utilizzato da persone ipoudenti come ausilio, nonché forma alternativa di comunicazione, e come esso si sia rivelato uno strumento comunicativo accessibile a molte persone con autismo. Palazzi S. e Smirne S. (1995) chiariscono infatti come, in quest’ultimo caso, la complessità e la componente intuitiva del linguaggio quotidiano dovuta al tono, agli accenti ed alle pause, non esiste nella comunicazione tramite mail e di conseguenza il messaggio ricevuto sarà più vicino a quanto inteso dal mittente, riducendo il rischio di ambiguità ed incoerenza, migliorando l’interazione sociale in modo “asociale”.
Nel campo dell’Educazione Speciale come sottolinea il Green Paper della Commissione Europea (Suppl. al bollettino dell’Univ. Europ. 3/96 “Living and Working in the Information Society: people first”), si legge:
“What Europe needs is a Communication Technology revolution and Keep pace with the continued ICT development during the years to come in the long term, the underlying needs is for Europe to develop a new architecture of lifelong education and training...endgaging more effectively older people and those with disabilities”.
I progetti per l’implementazione tecnologica nell’approccio alla disabilità sono molteplici e spesso sviluppati da importanti organismi nazionali o internazionali. E’ il caso dell’Istituto per le Tecnologie Didattiche (ITD) del CNR di Genova che si occupa dell’integrazione delle nuove tecnologie nella didattica speciale (settore software educativo), e fa capo all’attività della Biblioteca del Software Didattico (BSD).
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menu principale della BSD Tale biblioteca gestisce una banca
dati contenente informazioni su software |
Altro importante riferimento è quello della banca dati europea sugli ausili tecnici per disabili, coinvolta nel progetto Handynet, nell’ambito del programma comunitario HELIOS (Handicapped people in the European Community Living Independently in an Open Society).
![]() emulatore di mouse |
L’intenzione educativa attuabile attraverso l’ICT, persegue obiettivi e sott’obiettivi verso i quali si orienta il processo formativo e con i quali il computer svolge un ruolo fondamentale e strumentale: è un mezzo che permette di collegare il bisogno formativo e le intenzioni educative e riabilitative alla scelta tecnologica più adeguata, al fine di ottimizzare il raggiungimento dei risultati
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Il software didattico/riabilitativo sembra infatti perseguire il modello cognitivo di apprendimento piagetiano secondo cui, meccanismi di appropriazione di uno schema motorio (fase di “assimilazione”), una volta costruiti e reversibilizzati, vengono interiorizzati (fase di “accomodamento”), permettendo, una volta appreso, l’utilizzo dello schema stesso.
L’importanza dell’impiego delle tecnologie della comunicazione si evidenzia inoltre nella facilitazione all’utilizzo del linguaggio. Tra le funzioni acquisite si apprezza particolarmente la possibilità di esprimere bisogni, esprimere se stessi, reperire informazioni, stabilire legami. Il diritto di comunicare che è un diritto indipendente dalla parola, si acquisisce infatti, in questo campo, tramite l’accesso a strumenti che permettono un’adeguata partecipazione al mondo.
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Interfaccia del programma |
La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (Augmentative and Alternative Communication - AAC) si riferisce a tutte le strategie e gli ausili di comunicazione che incrementano la comunicazione verbale qualora questa risulti essere deficitaria, poco comprensibile o assente. Sistemi di simboli che per la loro facilità di comprensione del significato rappresentato, costituiscono una notevole facilitazione.
Vediamo alcuni esempi:
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Palm_mouse permette,
con facilità, la scrittura su computer, usufruendo della tastiera
anche in presenza di disabilità motorie. |
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No-hands mouse è un mouse per i piedi che si compone di due pedali interscambiabili, uno dedicato al puntamento, l’altro alla selezione |
La Comunicazione facilitata (CF)
E’ un tipo di comunicazione aumentativo-alternativa diretta a soggetti che non parlano o che hanno una produzione verbale estremamente limitata, capace di offrirsi, avvalendosi dell’utilizzo della tastiera (comunicator), come metodo alternativo all’utilizzo del linguaggio verbale e come sistema di alfabetizzazione, tramite la costruzione di un programma scolastico, educativo-pedagogico personalizzato. La tastiera diventa un ausilio di comunicazione che può sostituire l’uso della parola e diventa un facilitatore dell’espressione libera di un pensiero non altrimenti esplicitato.
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Il comunicator, ossia la tastiera diventa il mezzo che permette l’appropriazione di una forma alternativa al linguaggio verbale; essa è insieme mediatore della comunicazione e della relazione. |
Candidati alla CF sono soggetti che presentano gravi disturbi di comunicazione verbale, ma con capacità di udito e di funzionalità manuale conservate, in presenza di un patrimonio intellettivo deficitario di alcuni processi, (persone con Autismo, Soggetti Down con tratti autistici, etc.). Tramite la CF è possibile lavorare sulla logica, ricostruendo la realtà della persona, educandolo a pensare e comunicare, costruendo una logica sequenziale al fine di accedere al linguaggio, attraverso esercizi a progressione graduale a partire dalla discriminazione dello stimolo visivo.
Dal punto di vista educativo e riabilitativo, introdurre tale concetto significa sviluppare nel soggetto la consapevolezza di quanto sta facendo e del motivo per cui lo fa. Tale tecnica diventa metodo nella relazione tra facilitatore e facilitato e nel sostegno apportato, che è sia fisico che psicologico.
Altri presidi tecnologici per la comunicazione:
Picture Comunication Symbols (PCS) sistema di alfabetizzazione tramite disegni a cui corrispondono parole. E’ costituito da immagini chiare e facilmente riconoscibili, adatte a tutte le età e facilmente combinabili con altri simboli, immagini o fotografie, utili alla creazione di tabelle o sistemi di alfabetizzazione e comunicazione personalizzati.
Sistemi di comunicazione simbolica su dispositivi portatili
palmari (palmOS):
validamente utilizzati nell’ambito
di percorsi riabilitativi mirati al recupero dell’interazione comunicativa.
Il sistema è integrato da un’applicazione per Windows e permette la costruzione
di livelli gerarchici tra simboli e simboli appartenenti a gruppi di parole.
Non esiste un limite predefinito al numero dei simboli e la selezione del
simbolo avviene tramite il touch-screen, accompagnata da segnale luminoso
e sonoro.
PALM COMUNICA
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è un ausilio di comunicazione portatile per persone con difficoltà nell’espressione verbale o totale assenza di linguaggio, con disabilità motoria, sensoriale, ritardo cognitivo, disabilità multiple. Si è rivelato particolarmente utile in casi di tetraparesi spastica, esiti di ictus, patologie neurologiche (es. SLA), dislessia, patologie neurogenetiche. |
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è un sistema alfabetico per la comunicazione
che, sviluppato su un dispositivo portatile palmare (PalmOS), consente
la formazione di parole e frasi attraverso una tastiera virtuale su
touch-screen. Lettere e simboli vengono così selezionati tramite pressione sullo schermo tattile o scansionati attraverso sensore esterno, coadiuvato da segnale sonoro. |
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Touch-screen è un sistema a puntamento in cui, le normali operazioni fatte con il mouse tradizionale (selezione, attivazione, trascinamento), possono essere fatte toccando lo schermo con le dita o con un punteruolo. |
L’utilizzo del computer non sembra equivalere di per sé ad un sussidio didattico o riabilitativo qualsiasi, in quanto ci sembra opportuno evidenziare la soggettività del rapporto tra uomo e tecnologia, evidenziato dalla miriade di subculture nate dall’utilizzo di automobili, moto, videocamere, slot-machine, videogame e cellulari, dando vita a fenomeni complessi sul piano sia psicologico che sociale. Già Sherry Turkle nel 1984, evidenziò, in uno studio condotto sull’interazione tra bambini e giochi elettronici, il forte potere soggettivo che la macchina riusciva ad evidenziare.
Pertanto, in linea con una distinzione tra il potere oggettivo e soggettivo del mezzo informatico, si può affermare che la differenza tra i due piani si gioca nell’importanza dell’organizzazione metodologica didattico-riabilitativa dell’ICT. Il mezzo tecnico può pertanto essere letto, attraverso una lente oggettiva, come facilitatore dell’apprendimento e della comunicazione, in situazioni che implicano scarsità di potenziale cognitivo e come supporto personalizzato, in situazioni di deficit sensoriali e/o motori, sino a divenire potenzialmente protesi fisica e psicologica.
Attraverso una lente soggettiva va letto attraverso la relazione che intercorre tra soggetto-macchina.
Lavoriamo dunque nella certezza che integrare le esperienze non è una ricerca di merito e non ha solo risvolti scientifici ma corrisponde a uno scambio comunicativo finalizzato al miglioramento delle proprie competenze, per poter effettivamente aiutare le persone che si affidano a noi operatori.
BIBLIOGRAFIA
-(ON LINE), “La tecnologia al test disabilità” –Fiera Milano, 24-28 ottobre
www.smau.it/smau2002/italiano/docs/salost_comsmau_smau02_22.php
-ARFANET.htm (ON LINE), “ARS, ausili informatici per disabili”
www.handango.com (versione demo del software comunica)
-Biklen D. (), “La comunicazione facilitata”. A cura di P. Cadei ed F. Benassi. Ed. Omega
-Carr E.G. (2002), “Interventi sulla comunicazione per l’handicappato grave e l’autismo”. Ed.Erikson
-Grandin T. (2003), “Pensare in immagini”. Prefaz. Di Oliver Sacks. Ed. Erikson
-Jordan R. (1995), “Educational programmes with individuals with autism. Paper presented at the Research Day of the Midlands Branch of the Association for Child Psychology and Psychiatry. Birmingham
-Ott M. (ON LINE), “Nuove tecnologie per dislessia e disgrafia”
http://www.area.fi.cnr/rsfd/39.htm
-Palazzi S., Smirne S. (1995), “Project of Minitel/Videotel Communication in families and persons with autism”. In Autism and computer applications. Third International Conference. Nice, January