| Scheda del volume |
In queste appassionate conferenze «di
soglia» Dyson si sporge sul domani con la visionarietà
di un Verne o di un Wells, consapevole però di abbozzare
«solo uno dei corsi possibili, tra i milioni di altri che il
futuro potrà riservarci».
Il nuovo trivio di forze
rivoluzionarie che, secondo il modello di Dyson, muoverà lo
sviluppo ha nomi noti a tutti, e disputati da molti: energia
solare, ingegneria genetica, rete di comunicazione globale.
Un
loro utilizzo flessibile e sinergico arriverebbe a ridisegnare il
paesaggio sociale del pianeta, facendo affluire verso aree
depresse risorse ora concentrate in pochi paesi e ridando vita
ovunque all’economia del villaggio.
La raccolta di energia
da una fonte equidistribuita come la luce solare potrebbe infatti
avvenire attraverso coltivazioni arboree manipolate geneticamente
allo scopo, con costi sostenibili e senza pregiudizio della
ecodiversità.
Sia che guardi al prossimo futuro terrestre
sia che contempli la prospettiva non troppo lontana di
insediamenti umani nello spazio, Dyson ci ricorda che «siamo
e restiamo animali costruttori di strumenti»; soprattutto da
questo ingegnoso artigianato dipendono le grandi scoperte, dal
telescopio che inaugurò l’era moderna alle
sofisticate strumentazioni della biologia molecolare, che vede la
natura «comporre un genoma con la stessa intelligenza con la
quale Mozart sapeva comporre un duo».
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| Note sull’autore |
Freeman J. Dyson è professore
emerito di fisica all'Institute for Advanced Study dell'Università
di Princeton.
È autore, oltre che di importanti opere di
ricerca scientifica, di scritti divulgativi che lo hanno fatto
conoscere e apprezzare anche in Italia: nelle nostre edizioni sono
usciti "Turbare l'universo" (1981, ristampato nel 1999),
"Armi e speranza" (1984), "Origini della vita"
(1987). Nel marzo 2000 ha vinto il prestigioso Templeton Prize.
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