Formazione internazionale di ricerca e d’istruzione universitaria sui rapporti fra mente, linguaggi, tecnologie e società
L’evoluzione e la
crescente permeazione delle tecnologie dell’informazione in ogni frangente della
vita sociale hanno provocato negli ultimi decenni
una rapida ed esponenziale trasformazione degli assetti comportamentali,
cognitivi ed affettivi dell’esperienza umana.
Il progetto “epistemologia
della cultura digitale” fonda uno specifico campo di ricerca che si occupa di
affrontare in modo sistematico e pluridisciplinare i fenomeni propri di una
cultura fondata più che mai sulle sue psicotecnologie che strutturano i paesaggi mentali e sociali.
Ciò che si propone è un ambito di discussione, di confronto, di
sperimentazione e di divulgazione che, partendo da una rilettura dell’interazione
tra i saperi della tradizione culturale occidentale, l’innovazione
tecnologica e la trasformazione dei mezzi di comunicazione, affronti lo
studio dei problemi epistemologici, filosofici e sociologici, legati
all’emergere di una cultura a rete, in cui la tecnologia è l’estensione del
pensare e dell’agire, e i modelli sociali, economici e culturali subiscono
trasformazioni più rapide della capacità di comprenderle e assimilarle.
Le
contaminazioni tra popoli, culture e rami del sapere, insieme alla
progressiva e inarrestabile importanza acquisita dal mondo del web divengono
uno dei molteplici tasselli di approfondimento
teorico e di esperienza didattica e di ricerca, che costituiscono il tessuto
del progetto stesso.
A questi si aggiungono ambiti specifici di ricerca e
sviluppo:
› teoria e sociologia delle pratiche di comunicazione;
› psicotecnologie e rapporti fra linguaggi e tecnologie
› modelli connettivi di pensiero e conoscenza;
› logica e retorica dell’ipertesto
› grammatica e pratica dei motori di ricerca
› architetture dei sistemi emergenti;
› tagging e processi di marcatura;
› semantica della scrittura multimediale;
› processi e matrici della scrittura cooperativa;
› software e ambienti collaborativi;
› applicazioni e sperimentazioni telematiche;
› processi e strumenti per l’insegnamento a distanza;
› ergonomia ed estetica dei sistemi virtuali;
› design delll’interfaccia e dispositivi
› arte elettronica;
› semiotica del segno digitale;
› la società mobile
› etc…
Il progetto di “Epistemologia della cultura digitale” si fonda su premesse di ricerca scientifica che hanno l’obiettivo sia di identificare nuovi percorsi di formazione, di analisi e di applicazione delle tecnologie nei processi di gestione della conoscenza, valorizzando le competenze trasversali di studenti e di ricercatori di diverse discipline, sia di comprendere al meglio l’impatto delle nuove tecnologie sulla cultura e sulla società a partire da prospettive teoretiche e pragmatiche.
Per ottenere questo risultato e promuovere una cultura epistemologica della ricerca, il progetto intende avvalersi della partecipazione di Università ed esperti provenienti da realtà e operanti nei differenti settori d’interesse, per attivare e promuovere sinergie tra pratiche d’uso e riflessioni critiche relative alle nuove frontiera della comunicazione digitale. Tra i centri propulsori aderenti al progetto di epistemologia della cultura digitale sono presenti:
L’Universitat
Obierta de Catalunya (UOC, Barcelona) propone la sua esperienza di oltre di 15
anni nella formazione universitaria a distanza, nel diplomare e nel certificare
gli studiosi e il loro successo nel mercato del lavoro.
Il Consorzio
universitario Uninettuno (Roma) ha un’esperienza diversa della FAD però complementare
a quella dell’UOC con le sue cinque lingue (italiano, francese, inglese,
spagnolo e arabo) e la sua “Isola della cultura digitale” on
line.
Un altro aiuto sulle lingue viene della partecipazione del Laboratorio
dei linguaggi globali della IULM (Milano).
Da loro si
aspetta la gestione multilingua della formazione. La specializzazione sulle culture digitali esce dell’iniziativa della Facoltà di sociologia
dell’università Federico II (Napoli) dove si offrono corsi e seminari sul tema. Anche alla LUISS (Roma) si fanno corsi specificamente
destinati al progetto. In più
Una terza fonte di corsi è proposta con il Master in Psicotecnologie offerto dall’Università statale di
Palermo. Si potrebbe pensare che questo master diventi la prima offerta formale del progetto sulla rete.
Dal Canada viene la
partecipazione del Programma McLuhan all’Università di Toronto, con l’offerta
di McLuhan Fellowships e di seminari d’estate sulla cultura digitale – i
Wicklow Fellows – per facilitare incontri dal vivo fra studiosi pertinenti. Da
Montréal si propone la dimensione artistica della cultura digitale con il
Groupe de Recherches en Arts Médiatiques (GRAM) dell’Université du Québec à
Montréal. E da Milano, di nuovo, due partecipanti entrano nelle fila del progetto: l’Università degli Studi di Milano, che si
occupa da anni delle implicazioni filosofiche della cultura dei media con un
laboratorio permanente sul tema (Lab_ET), e il Politecnico di Milano, che offre
workshop, seminari, e specifici corsi di dottorato legati al design della comunicazione:
› Università Federico II Napoli (Enrica Amaturo, Preside della facoltà di sociologia, Prof. Mauro Calise)
› Università LUISS Roma (D.ssa Mariasilvia Ciola, Rettore Egidi)
› McLuhan Program in Culture and Technology –
› Università di Palermo
(Dr. Daniele
› Université du Québec à Montréal (Louise Poissant, decana, facoltà di arte e scienze, Prof. Hervé Fischer, Direttore de L’observatoire international du numérique)
› Università degli Studi Milano (Prof. Paolo d’Alessandro, Matteo Ciastellardi)
› Università IULM Milano (Alberto Abruzzese, direttore del Laboratorio dei linguaggi globali)
› Universitat Obierta de Catalunya (D.ssa Imma Tubella, Rettore Magnifico)
› Politecnico di Milano (Prof. Giovanni Baule, Direttore U.d.R. di Design della comunicazione)
› Università de Toulouse (Anne Sauvageot, Départment des arts et activités culturelles)
› Consorzio universitario (Uninettuno Maria-Amata Garito, preside e fondatrice)
Il progetto, costituito secondo le direttrici di un network universitario connettivo, e accomunato da un osservatorio permanente online che permetta di proporre e condividere i risultati e le iniziative afferenti ad un comune programma, perseguirà gli obiettivi di ricerca articolando quattro livelli di sviluppo complementari:
Cicli di seminari a cadenza periodica su tematiche concernenti la cultura digitale e i sistemi emergenti per la divulgazione scientifica delle ricerche e dei risultati raggiunti nei differenti settori di studio e di ricerca.
Proponiamo
inizialmente due progetti nel questo settore:
Progettazione e realizzazione di un Master universitario che affronti e articoli
secondo i diversi settori di analisi, approfondimento e intervento, il tema
della cultura digitale e dell’epistemologia dei media. Per questo sarebbe utile
di fare una prova del Master di psicotecnologie on
line a partire dell’esperienza di Palermo. La seconda esperienza sarà il
convegno per riunire i partecipanti del consorzio forse in febbraio o marzo
Pubblicazione di testi relativi alle tematiche dell’epistemologia della cultura digitale. Creazione di una rivista specialistica (off e on-line) che ospiti scritti e ricerche di studiosi, esperti e tecnici che hanno affrontato le questioni di maggior rilievo, secondo un taglio editoriale che approfondisca monograficamente i differenti ambiti epistemologici che il network di ricerca promuove e affronta.
Progettazione e sviluppo di soluzioni informatiche in grado di coniugare le esigenze di una comunicazione di rete connettiva e destrutturata con le possibilità tecnologiche offette dagli attuali media di interazione elettronica. Applicazione dei tool sviluppati ai principali canali della vita contemporanea, dal lavoro cooperativo alla decentralizzazione connettiva dei carichi informativi, dall’analisi dei flussi di interscambio alla costruzione di soluzioni mirate per la didattica a distanza. In corso di elaborazione c’è Thinktag e Thinkboard, software collaborativi della azienda Goaling.
Sviluppo di una piattaforma online per gestire e rendere
comunicabili e distribuibili tutte le informazioni, le iniziative, i progressi
e i materiali legati al network. La
piattaforma si propone come sistema per la condivisione interna delle
esperienze che vengono condotte nei differenti gruppi
di lavoro e come punto di comunicazione verso l’esterno, offrendo in modo
altamente scalabile i feed necessari per essere un punto di riferimento
scientifico fertile per l’epistemologia della cultura digitale.
Il progetto di attivare un network esistente sul macro-tema dell’epistemologia della cultura digitale nasce, oltre che dalle pregresse attività ed esperienze di ricerca condotte in comune, dalla possibilità di rispondere ai bandi di finanziamento che sono stati introdotti dal Settimo Programma quadro (FP7) per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, e che riversano in Europa fondi per 53 miliardi di euro. Il FP7 (7° Framework Program) è lo strumento principale dell’UE per il finanziamento della ricerca in Europa per i prossimi sette anni a partire dal 1 Gennaio 2007 fino al 31 Dicembre 2013.
I principali obiettivi che si pone il FP7 sono sei:
Per ciascuno di tali obiettivi è stato inserito un programma specifico corrispondente alle aree principali della politica per la ricerca per un totale di quattro programmi specifici: Cooperazione, Idee, Persone, Capacità.
Il network di collaborazione che si sviluppa con il progetto di “Epistemologia per la cultura digitale” si inserisce perfettamente nelle linee-guida del programma “Cooperazione”, che ha l’obiettivo di sostenere la ricerca nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale in 10 aree tematiche che corrispondono a settori fondamentali della scienza e della ricerca, promuovendo il progresso della conoscenza e della tecnologia portato avanti da diversi istituti di ricerca di cooperazione transnazionale. Le azioni idonee vanno dai progetti di ricerca d'equipe alla creazione di reti o ancora alla costituzione di Piattaforme Tecnologiche Europee e il coordinamento di programmi di ricerca non europei. E' inclusa infatti la cooperazione con paesi non afferenti alla UE.
Riguardo a tale programma risulta di particolare interesse valutare le azioni del punto relativo a tecnologie della società dell'informazione della comunicazione (bilancio: 12670 milioni di euro).
Solitamente i finanziamenti che vengono stanziati prevedono una copertura del 50% del progetto, mentre l’altro 50% risulta a carico dell’Università, che però lo copre con il costo del personale coinvolto nel progetto stesso.
Ora si
sta cercando di capire in che modo e sotto quale direttive di finanziamento il
progetto di “Epistemologia per la cultura digitale” possa rientrare e quali sono i call for
proposal già aperti nella programmazione dell’anno 2007/2008.
A fronte
delle possibili iniziative che il quadro di finanziamenti potrà prevedere sarà
così probabile declinare le tematiche e le attività di
ricerca che già sono in corso di programmazione e progettazione, e aderire a
eventuali obiettivi specifici che verranno proposti nelle varie sessioni di
candidatura.