Psicomotricità bambini esercizi

Psicomotricità nei bambini: cos’è?

La psicomotricità è la psicologia del movimento. Il termine sta ad indicare sia l’evoluzione motoria che psichica del processo di sviluppo dei bambini.

Ciò significa che il nostro corpo è connesso alla nostra mente e alle nostre emozioni, quando viene eseguita un’azione questa è accompagnata automaticamente da un pensiero e da un’emozione. Secondo la teoria di Piaget l’intelligenza si costruisce attraverso l’attività motoria e i primi anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo psico-motorio.

I primi schemi mentali sono infatti forgiati dal movimento, quindi è molto importante imparare a muoversi nello spazio circostante. Soprattutto fino al raggiungimento dei 7 anni, la plasticità del cervello è tale da poter generare attraverso il movimento del corpo ulteriori connessioni neuronali, cioè lo sviluppo del cervello è più ricettivo per catturare gli stimoli e prepararsi per l’apprendimento futuro.

La psicomotricità è una disciplina su cui si basa l’apprendimento della prima infanzia e il suo obiettivo è quello di aiutare ad esprimere le emozioni attraverso il corpo, favorendo uno sviluppo adeguato delle abilità psico-motorie. Il bambino esplora, ricerca, vive le proprie emozioni e i primi conflitti, impara a superare situazioni di difficoltà, ad affrontare i propri limiti, le proprie paure e desideri, a relazionarsi con gli altri e ad assumere un ruolo in base al contesto.

Tutte le attività elencate devono svolgersi nella maniera più naturale ma nel caso in cui si riscontrino situazioni di iperattività, deficit di attenzione e/o concentrazione e difficoltà di integrazione a scuola, i bambini dovrebbero essere supportati con un adeguato percorso educativo basato su tecniche di coordinazione e di gestione dei movimenti.

Psicomotricità bambini: come si migliora?

Nel caso si verificassero delle condizioni per cui la libertà di movimento del bambino durante i primi anni di vita ne risultasse compromessa in una misura tale da degenerare in un ritardo dello sviluppo motorio, con conseguenze nella sfera emotivo-cognitiva, la soluzione più ottimale è intervenire con un percorso volto al recupero del controllo del corpo e dei movimenti, delle capacità di attenzione e concentrazione e dell’equilibrio affettivo-emozionale.
Il metodo che garantisce risultati soddisfacenti è certamente basato su attività improntate al gioco.

Camminare, correre, saltare, salire o scendere le scale, giocare a palla sono tutte attività utili a migliorare la coordinazione e la percezione della collocazione spazio-temporale del bambino.
Poi vi sono una serie di attività più specifiche e di comprovata efficacia che possono essere svolte anche nell’ambito familiare con l’auto dei genitori.

Tra queste, un gioco che riesce ad appassionare molto i bambini è quello delle mollette e dei pompon. Attraverso questa attività i bambini si concentrano, si divertono, esercitano le mani e sviluppano la coordinazione occhio-mano, un’abilità essenziale per disegnare, scrivere e mangiare. Il bambino dovrà con la pinza prelevare i pompon del colore indicato e posizionarli dentro una tazza.

Un altro gioco molto amato ed educativo è quello della costruzione di sculture in 3d da realizzare munendosi semplicemente di bastoncini di legno e delle caramelle gommose o delle palline di plastilina. Questo semplice esercizio è ottimo per stimolare le capacità motorie dei bambini esercitando i movimenti delle dita.